Lo scorso 18 aprile è uscito il mio ebook Etsy passo dopo passo, un manuale su Etsy per aprire e gestire il negozio sul marketplace handmade più grande (e figo) al mondo.
Questo è il mio secondo ebook per Zandegù (il primo è Vendere handmade) e devo dire che le cose sono state meno faticose, il processo di scrittura e revisione è andato decisamente più liscio.
Al contrario del primo, però, per cui il titolo fu scelto in maniera abbastanza veloce con rapido scambio di email. per questo le cose sono andate in maniera diversa.
Il titolo iniziale doveva essere, infatti, Vendere su Etsy, un po' per renderlo simile al primo, un po' per renderlo immediato e chiaro. Però, problema: vendere su Etsy è anche il nome della app di Etsy per i venditori. E quindi? E quindi abbiamo cercato un altro titolo.
Io ne ho proposti alcuni a Marianna e Marco, gli zandezii, ma a loro non sono piaciuti, me ne hanno proposto un altro, a me non è piaciuto. Impasse!
E cosa faccio io quando c'è un'impasse? Mi rivolgo alle AMICHETTE. Più precisamente, alla chat Whatsapp delle Amichette, dove giornalmente ci sentiamo per condividere gioie e dolori della vita in generale e della vita da freelance o dipendenti in particolare.
Sulle Amichette devi sapere due cose:
1. Le amichette sono tutte veterane di Etsy
2. Le Amichette non si fanno sfuggire alcuna occasione per fare caciara.
I titoli di seguito sono quelli usciti fuori da una conversazione che è durata un giorno intero.

L'inizio dello scambio ha fruttato poi quello che è diventato il titolo effettivo dell'ebook (grazie Marta, ti devo ancora una cena!) ma presto è degenerato in una declinazione di titoli di film, libri, manuali e di proverbi che, francamente, non mi aspettavo. Abbiamo riso molto e confesso che alcuni di questi libri li vorrei scrivere, prima o poi.
Quindi, ecco i titoli che il mio ebook avrebbe potuto avere, e invece no; i corsivi sono miei commenti a posteriori.

  1. [Roberta] Etsy spiegato bene [troppo titolo del Post!]
  2. [Io] Tutto su Etsy [banale!]
  3. [Marta] Etsy passo dopo passo [è quello che ha vinto]
  4. [Marta] Cento giorni con Etsy [un decamerone della vendita online]
  5. [Marta] Etsy cresce con te [manuale per future mamme di un negozio online]
  6. [Io] Cento giorni di te e di Etsy [canzoni sulla vendita online]
  7. [Silvia] L'ABC di Etsy [l'abbeccedario omnicomprensivo della vendita sul portale handmade] 
  8. [Silvia] Etsy per fagiane [dicasi fagiana qualsiasi utente di Etsy che usi la piattaforma in preda allo stordimento più feroce]
  9. [Silvia] Etsy: mai più fagiane! [le fagiane sono molto temute dai venditori]
  10. [Silvia] Etsy dalla A alla Z [daje di alfabeto]
  11. [Giada] Etsy dalla E alla Y [daje di alfabeto II, ma con aspettative più modeste]
  12. [Giada] Tutto Etsy minuto per minuto [telecronache dalla vendita online]
  13. [Giada] Dall'idea a Etsy [per chi fatica a concretizzare]
  14. [Lalla] Ti spiego Etsy [autoesplicativo]
  15. [Lalla] Etsy per ebeti  [super basic]
  16. [Lalla] Etsy senza ansia [per le crafter ansiose]
  17. [Laura] Etsy ricco mi ci ficco [per gli entusiasti] 
  18. [Laura] Etsicazzy [per gli sfavati]
  19. [Lalla] Inizio da Etsy [per chi non sa da dove cominciare]
  20. [Marta] Etsy come non lo avevi mai visto [rivelazioni scottanti sulla piattaforma handmade]
  21. [Laura] Ricomincio da Etsy [per chi vuole rifarsi una vita all'insegna dell'handmade]
  22. [Laura] Etsy senza veli [vietato ai minori]
  23. [Laura] Tutto quello che avresti voluto sapere su Etsy e non hai mai osato chiedere [i segreti morbosi di Etsy]
  24. [Laura] Etsy a nudo [per i naturisti]
  25. [Marta] Etsy, questo sconosciuto  [per chi non sa nemmeno cosa sia]
  26. [Lalla]  Etsy nudo e crudo [per chi ama le cose semplici]
  27. [Marta] Etsy cotto e mangiato [per gli appassionati di cucina] 
  28. [Laura] Due o tre cose che so di Etsy [giusto due o tre eh, non di più! Un ebook brevissimo]
  29. [Laura] Etsy facile [la speranza di ogni crafter]
  30. [Marta] I miei primi 40 anni con Etsy [biografia di una venditrice]
  31. [Laura] Etsy: arrivooooooo [è una promessa]
  32. [Lalla]  Etsy eviscerato [un ebook splatter per chi ha lo stomaco forte]                                 
  33. [Laura] Mamma, ho aperto su Etsy [piccoli crafter crescono]
  34. [Lalla] Etsy fa per me [per chi è sicuro sicuro]
  35. [Lalla]  Etsy mon amour [per francofili innamorati]
  36. [Laura] Etsy che sballo [per la gggente gggiovane]
  37. [Lalla] Mi sballo con Etsy [quando Etsy è una dddroga]
  38. [Lalla]  A spasso con Etsy [storia di una crafter giramondo che usa Etsy dalla sua mobile app]
  39. [Laura] Come vendere su Etsy [anche questo un ottimo candidato]
  40. [Giada] Come vendere su Etsy senza dare di matto [consigli della terapista delle crafter]
  41. [Laura] Come sopravvivere a Etsy [guida di sopravvivenza per chi si avventura nella giungla etsiana]
  42. [Lalla] Io Etso [se googli perché non puoi etsare?]
  43. [Lalla] Etsy a bombazza [per chi vuole partire col piede giusto]
  44. [Lalla] Come ti cambio la vita con Etsy [promessa difficile da mantenere]
  45. [Lalla] A tu per tu con Etsy [intervista]
  46. [Lalla] Io e Etsy [una storia d'amore]
  47. [Lalla] Etsy a tutta birra [per gli alcolizzati]
  48. [Laura] Etsy come se non ci fosse un domani [come lavorare 12 ore al giorno al tuo negozio Etsy]
  49. [Marta] Etsy, se lo conosci non lo eviti [per convincerti a vendere su Etsy]
  50. [Marta] How I met my Etsy [una nuova serie tv]
  51. [Laura] Come comprarsi lo yacht vendendo su Etsy [il sogno di ognuna di noi]
  52. [Marta] I 100 migliori trucchi per vendere su Etsy (i 50, i 10, i MILLE) [esagerato]
  53. [Marta] Questa donna ha iniziato a vendere su Etsy e non potete immaginare cosa le è successo [a metà tra un thriller e un manuale di auto aiuto]  
  54. [Lalla] Etsy senza ritorno [un horror]
  55. [Lalla] Biglietto di sola andata per Etsy [il seguito del precedente]                      
  56. [Lalla] Etsy ti sposo [per chi vuole conquistare il mondo dei matrimoni]
  57. [Laura] Dove osano le fagiane [i picchi più alti - o più bassi? - di Etsy]
  58. [Lalla] Etsy, una love story [una crafter incontrò Etsy e se ne innamorò. Vissero felici e contenti. Fine]
  59. [Lalla] Pane amore e Etsy [per chi è a dieta]
  60. [Lalla] 3 metri sopra Etsy [e andiamo ad attaccare un lucchetto da qualche parte, dai]
  61. [Anna] Mangia, prega, Etsy [un viaggio di scoperta interiore, tra fagiane e materiali per creare]
  62. [Anna] Etsy & sentimento [Chi fa Willoughby?]
  63. [Anna] Etsy al vento [non proprio beneaugurante]
  64. [Anna] Etsy e il falò (da barboni) [come liberarsi dei materiali in eccesso]                      
  65. [Laura, su suggerimento di Maria Paola] cinquanta sfumature di Etsy [una guida sadomaso ai piaceri della vendita su Etsy]
  66. [Lalla] Etsy senza vezzi [per i minimalisti]
  67. [Anna] La ragazza con l'orecchino di Etsy [dedicato a chi fa gioielli]
  68. [Anna] Etsy e le 40 inserzioni [un fantasy da non perdere]
  69. [Lalla] I miserabili [per tutti coloro che non riescono a far funzionare il negozio su Etsy]
  70. [Laura] Etsy e pregiudizio [per chi dice che Etsy non funziona]
  71. [Marta] Tanta voglia di Etsy [per le crafter in dolce attesa]
  72. [Lalla] Etsy che ti passa [cantando]
  73. [Anna] Etsy e il vagabondo [su Etsy tutti possono cambiare vita]
  74. [Marta] Più Etsy per tutti [promessa elettorale]
  75. [Lalla] Tutti pazzi per Etsy [per i crafter fuori di testa]
  76. [Marta] Non dire Etsy se non ce l'hai nel sacco [per chi la fa troppo facile]
  77. [Anna] Quando il negozio è chiuso, le fagiane ballano⁠⁠⁠⁠ [le fagiane sono il peggior incubo della crafter]
  78. [Daniela] Harry ti presento Etsy [una storia d'amore particolare]
  79. [Daniela] Il giardino degli Etsy Contini [triste storia con tragico epilogo]
  80. [Daniela] Giugno, Luglio, Agosto, Etsy mio non ti conosco  [per ogni stagione]
  81. [Daniela] Meglio un Etsy oggi che una gallina domani [per i previdenti]
  82. [Daniela] Sono come Etsy che scorre [perché tanto panta rei]
  83. [Daniela] Il vecchio ed Etsy [Etsy va bene ad ogni età!]
  84. [Laura] Etsy suona sempre due volte [se non ce la fai la prima volta, ritenta ancora]
  85. [Laura] "Etzi, Ezzy, Esti..." "ETSY, IMBECILLE!" (cit.) [per chi ha difficoltà a farne lo spelling]
  86. [Laura] Come vendere su Etsy ed essere felici [utopiche speranze]
  87. [Lalla] Chi di Etsy ferisce di Etsy perisce [attenzione]
  88. [Lalla] Non c'è 2 senza Etsy [per chi ama fare i conti]
  89. [Laura] Non c'è shop senza Etsy [è necessario]
  90. [Lalla] Etsy, lazzi e motteggi [per chi ha la battuta facile]
  91. [Lalla] Etsy, arsenico e merletti [una commedia in tre atti]
  92. [Lalla] Ed è subito Etsy [poesia della vendita online]
  93. [Lalla] Ne uccide più Etsy della spada [onore ai caduti sulla via di Etsy]
  94. [Lalla] Chi la fa la Etsy [nessuno ha scampo].
  95. [Laura] Etsy ieri oggi e domani [un negozio su Etsy è per sempre].
Quale ebook con questi titoli avresti comprato?

Intanto Etsy passo dopo passo lo trovi su Amazon, su tutti i principali marketplace libreschi e sul sito di Zandegù in ogni formato (anche PDF da scaricare e stampare).
Per saperne di più, visita l'apposito minisito dedicato all'ebook!
         



Negli ultimi tempi, leggendo in giro commenti (anche a dei miei post) mi è capitato di riflettere su due domande che circolano spesso tra i micro artigiani, crafter e designer, ovvero:
1) Come si fa ad avere successo?
2) È giusto o meno incoraggiare chi non ha talento?

Premesso che successo è un termine molto relativo e dipende dalle aspettative di ognuno (per me successo è riuscire a vivere facendo quello che mi piace, per qualcun altro potrebbe essere creare un'azienda quotata in borsa), non ci sono regole, solo il classico sudore e sangue.
La cosa positiva che ho notato è che, quando si vende online, vige quasi sempre la meritocrazia: non valgono spintarelle o situazioni privilegiate di partenza, se si è bravi a fare tutto quello che va fatto (un prodotto che ha mercato, una buona comunicazione, ecc.) si avanza, altrimenti no.

Leggo tante lamentele e tutte sono rivolte a delle entità esterne, come se ci fosse qualcuno o qualcosa- a volte è la piattaforma dove si vende, a volte è internet, a volte è "il sistema" - che impedisce ad alcuni di avere successo.
Mi spiace ma non è così; certo qua in Italia le cose non sono facili, però io vedo tante artigiane e creativi che con impegno e perseveranza stanno costruendo il loro brand e stanno riscuotendo successi senza che nessuno li porga loro su un piatto d'argento.

So che quando le cose non vanno come vorremmo la prima reazione è chiudersi in un bozzolo a piangere e inveire su quanto l'universo sia brutto e cattivo, però questa reazione non può durare più di un minuto, perché altrimenti stiamo solo perdendo tempo, del tempo che, se impiegato a studiare e lavorare sodo, a migliorarci costantemente, a fare autocritica, potrebbe dare i suoi frutti.

Come ti dicevo in precedenza, mi sono chiesta spesso quanto giusto sia incoraggiare chi non ha il talento, almeno sulla carta.
La mia decisione di non stroncare i sogni altrui deriva dall'esperienza: ho visto davvero tante crafter (me compresa!) iniziare con "lavoretti" indegni per poi trovare la propria strada e creare dei brand di successo o avviati al successo.
Non credo che nessuno abbia la sfera di cristallo per sapere come una persona riuscirà ad evolversi e far evolvere il proprio brand; mi sembra riduttivo selezionare a priori, perché credo che la possibilità di crescere e migliorarsi debba essere di tutti, anche se le probabilità di successo (di qualsiasi tipo) sono di pochi.
Questa cosa però deve essere chiara: non è possibile che tutti quelli che si mettono in gioco venderanno tantissimo e vivranno di handmade. A ognuno sta giocare le proprie carte, d'altra parte il rischio di non farcela è insito nel concetto di imprenditoria (che è quello che stiamo facendo).
Mai come in questo periodo, grazie a internet, il futuro è stato nelle nostre mani! Certo, niente viene regalato, quindi c'è solo da lavorare un sacco. E se sei solo agli inizi e ti sembra tutto difficile, non ti arenare! Cerca di andare avanti, vedrai che, anche se ora sei confusa, man mano ti si chiariranno le idee e tutti i pezzi del puzzle andranno a posto.

E come sempre, se hai bisogno di aiuto, sai dove trovarmi :)

Questo post è tratto dalla mia newsletter inviata il 2 marzo 2017.


L'errore che molte crafter fanno è pensare che per finire su riviste, giornali e web-magazine serva solo la botta di q fortuna. In realtà, anche se la fortuna può giocare una piccola parte quando ciò accade (essere la persona giusta nel posto giusto col prodotto giusto e la storia giusta), bisogna essere sempre preparate all'evenienza e, addirittura, ricercarla.
Quindi, come si fa?

Fai delle belle foto

Le belle foto non servono solo ad attirare clienti ma anche a farsi notare dalla stampa. Cosa vuol dire "bella foto"? Una bella foto è una foto ben fatta che mostra il tuo prodotto, per esempio la solita foto su fondo bianco, ben illuminata, a fuoco  eccetera, oppure è una foto che racconta qualcosa grazie a un'ambientazione studiata per esprimere il tuo brand. Tra la foto stile catalogo e la foto ambientata ci sono varie sfumature che puoi adottare a seconda delle tue abilità di fotografa e a seconda di dove finirà la foto. Negozio online? Social? Catalogo?
In ogni caso, conserva sempre le foto in alta risoluzione, perché prima o poi ti capiterà una rivista che ti chiederà l'immagine per la stampa e, se non l'avrai, ti mangerai i gomiti (celo).

Esempi:

Candele a tema libri, due modi di fotografarle


Frostbeard

MerakiCandles


Spille dipinte, due modi di fotografarle

Laura Bellini

Irene Renon


Racconta una storia particolare

I giornalisti sono sempre a caccia di storie. Il loro obiettivo non è metterti sulla rivista o web-magazine per cui scrivono per farti pubblicità, ma raccontare una storia che si inserisca nel tema del numero in questione o che segua le indicazioni editoriali della versione web.
Quando vengo contattata dai giornalisti sia per quanto riguarda la mia storia che per suggerimenti su artigiani che conosco, le domande sono sempre abbastanza precise. Nessuno di loro ha mai cercato qualcuno che "fa la crafter per passione", perché è una descrizione troppo generica e dice davvero poco sulla storia che c'è dietro la crafter in questione. Donne che sono state licenziate e si sono create un lavoro, donne che hanno mollato il lavoro per seguire la propria passione, madri e lavoratrici da casa, imprenditoria femminile in Italia... questo sono solo alcuni dei macro-temi che potrebbero interessare ai giornalisti.
Il mio consiglio è quindi di scrivere la tua biografia in maniera da evidenziare il tuo percorso che, seppure può essere simile a tanti altri, è particolare e specifico della tua storia. Niente vaghezze, niente frasi banali! Racconta in maniera semplice i fatti più importanti che ti hanno portato dove sei ora, ovviamente relativamente al tuo brand.
Per quanto riguarda le descrizioni, scrivile in modo da far risaltare la particolarità dei tuoi prodotti, come sono nati, perché, per chi.  Anche in questo caso la specificità deve essere preminente, per colpire chi legge e, nel caso si tratti giornalisti, far venire loro voglia di raccontare dei tuoi prodotti e della tua storia.


Sii coerente e costante

Come dicevo prima, i giornalisti cercano informazioni di volta in volta ma non è inusuale che si appuntino i nomi di brand e persone per il futuro. Per questo è importante rimanere coerenti con la propria immagine e costanti nella comunicazione, perché, se un giornalista ti scopre oggi e tra sei mesi torna sul tuo sito o negozio o social e vede che fai cose completametne diverse da quelle che facevi sei mesi fa o non aggiorni più il canale che si era segnato, passerà oltre e ciaone.
Certo, è normale evolversi ma cambiare completamente e ripetutamente ciò che è alla base del tuo brand è controproducente da tanti punti di vista, questo compreso, a meno che tu non sia bravissima a gestire queste transizioni e renderle parte di un percorso che abbia senso agli occhi sia di chi ti segue in maniera continuativa che saltuaria.


Crea un press-kit

Per rendere facile la vita ai suddetti giornalisti, può essere una buona idea creare un press kit (o cartella stampa) con dentro tutte le informazioni di cui potrebbero aver bisogno.
Ci puoi mettere: delle foto ad alta risoluzione di te, dei tuoi prodotti finiti, di work in progress, della tua postazione di lavoro; un comunicato stampa che racconta il tuo brand; una tua bio, sia in formato più breve che formato più lungo e dettagliato.
Puoi caricare il tutto su Google Drive o Dropbox, coi file di testo in un formato in cui sia possibile effettuare il copincolla (es. PDF o RTF o DOC), sempre per semplificare la vita ai giornalisti che di solito fanno le cose di corsissima.
Le foto dei prodotti puoi metterle sia a bassa che ad alta risoluzione, sia ambientate che su fondo bianco e con un file di condizioni d'uso in cui potrai esplicitare per quale utilizzo le rilasci e quali credits vanno apposti (per esempio "La foto x è del tal fotografo y").
Nel caso il press kit sia su Google Drive o Dropox e tu debba inserire l'URL in una pagina in cui non sia possibile creare il testo linkato (penso ad Etsy che non permette di fare ciò) puoi pensare di accorciare l'URL con Bit.ly per renderlo facilmente memorizzabile (es. bit.ly/PRESSKITnomebrand).
Se invece hai già ricevuto le attenzioni della stampa, puoi riportarne degli estratti e linkare gli articoli in un file apposito o in una pagina del tuo sito o blog.


Proponiti ai magazine

Se pensi di avere una storia o un prodotto interessante ma nessuno ti contatta, prova a contattare tu i magazine. Le risposte non sono assicurate ma puoi provare con il seguirli sui social, vedere di cosa parlano, inserirti nelle conversazioni (senza essere invadente!). Se ci sono dei magazine che pensi siano perfetti per ospitare i tuoi prodotti, invia loro il press kit con una breve email in cui spieghi perché pensi che il tuo brand starebbe benissimo sulle loro pagine; come sempre, tentar non nuoce e la cosa peggiore che può accaderti è di essere ignorata. Il che non vuol dire che i tuoi prodotto fanno schifo, non prenderla mai in maniera personale! Solo che in quel momento non hanno bisogno di quel tipo di contenuto.
Usa i social per attirare l'attenzione degli editor: seguili sui loro profili personali, interagisci con loro, tagga sia loro che il magazine quando pensi che le tue notizie (o foto) si incastrino bene nel loro mondo. Non esagerare con queste pratiche! Il rischio è di essere messa sulla loro lista nera per comportamento spammoso.
Come sempre, il lavoro fatto sui contenuti è quello che ripaga di più, quindi concentrati su quelli e non sul contatto selvaggio e sconsiderato.


Ti è mai capitato di finire su una rivista? Com'è accaduto? Raccontalo nei commenti!


E come sempre, se hai bisogno di aiuto con lo storytelling, sil mio corso online Racconta il tuo brand handmade ti guiderà alla scrittura di bio, descrizioni e post per i social.


Qua dalle mie parti ci sono le pizzerie al taglio. Vai, ti prendi un rettangolo di pizza e ci fai merenda o ci pranzi. Costa poco (1€ al pezzo), è buona, ti risolve la giornata quando hai fretta. Ci sono sempre state e il rito della pizza a merenda risale alla mia infanzia (no, lo street food non è roba recente).
Qualche tempo fa, prima di scoprire di essere intollerante al glutine* (sic) cedetti alla pigrizia e andai a prendermi due pezzi di pizza per sfangare il pranzo senza fatica. Andai, scelsi, notai che la tizia che serviva era un po' in affanno perché da sola a fare tutto (sfornare, tagliare, servire, incassare), presi i miei due pezzi. La tizia me li incartò nella carta oleata, me li porse, io salutai e feci per metterli nella mia shopper MA! scivolarono via dalla carta e finirono immancabilmente a terra davanti ai miei piedi. Rimasi con la carta in mano per almeno dieci secondi, lanciando parolacce a caso, poi raccolsi gli sfortunati pezzi di pizza e rimasi lì indecisa tra: lanciarli alla tipa, buttarli, reincantarli e portarmeli a casa.



(Sì, me li portai a casa. U_U).
Mentre fumavo dalle orecchie e camminavo verso casa. riflettevo su quanto il packaging sia importante. Bastava incartare meglio quei pezzi di pizza per evitare la sciagura, un piccolo gesto che avrebbe fatto la differenza. Usare un pezzetto di scotch o un pezzo di carta più grande, o un vassoio.
Quando impacchetti i tuoi prodotti quindi, cerca di pensare anche alla funzionalità del packaging oltre che all'aspetto estetico: l'oggetto deve essere protetto, se la busta o la scatola per qualsiasi motivo si apre o si rompe, il tuo packaging deve rimanere integro e proteggere il suo contenuto. Usa piccoli accorgimenti per evitare catastrofi ai tuoi clienti, ti ameranno per questo!

* Quanto mi manchi, pizzah! Y__Y

Il dove è meno importante del cosa e del come

Quando vado a Perugia dalle mie amiche del LabLab, a volte a fine serata andiamo a fare l'aperitivo dai loro vicini, che hanno messo su una vineria niente male. Me ne avevano parlato bene da tanto, ma la prima volta che ci mesi piede rimasi piacevolmente colpita: non è un locale che ti aspetti in periferia, in una viuzza anonima e decisamente poco fashion.
E invece: musica jazz, stampe di foto in bianco e nero alle pareti, clientela decisamente hipstero-fighetta. I gestori gentilissimi e preparati sui vini. Piatti semplici creati ad arte con prodotti di alta qualità della zona e non. Un locale che non sfigurerebbe a Milano, per dire, e che non ti aspetti di trovare proprio in quel quartiere di una città di provincia umbra.
La lezione che mi sono portata a casa è: non importa dove scegli di installare la tua attività, l'importante è essere competente e offrire qualcosa che abbia un seguito; se sei "fuori mano" dovrai solo faticare un po' di più per portare la gente da te ma una volta che si innesca il passaparola, farai sempre il pienone, proprio come i ragazzi del Vino Garage.

Stroncare o dare supporto incondizionato?

Tempo fa ho guardato Florence Foster Jenkins, il film con Meryl Streep e Hugh Grant, sulla vita del soprano più stonato mai vissuto. Il film mi è piaciuto molto, ho riso e pianto, passando dal: "ma perché nessuno le dice che è un campanaccio???" al "tutti dovrebbero avere mariti, mogli, amici o figli come St. Clair Bayfield, almeno una persona pronta ad incoraggiare e credere in te a qualsiasi costo".
A film finito rimasi incastrata nel mezzo di questi due dubbi: è meglio essere sinceri e dire a una persona che non ha talento, nonostante ce la metta tutta, o supportarla incondizionatamente, a costo di provocare false speranze?
Mi sono fatta questa domanda molte volte davanti al lavoro di crafter che, a prima vista, non sembrerebbero affatto promettenti. Però poi mi dico, chi sono io per dire a qualcuno che no, non può farcela? Se penso a quando ho iniziato, alle robe bruttine che facevo... in fondo c'è sempre margine di miglioramento e a volte serve solo qualcuno che ti dica che sì, sei bravissima.
Il fatto è che non importa quanto tu sia pessima ora in una particolare area, non solo è possibile migliorare, è anche possibile eccellere.
Quindi, per quanto mi riguarda, scelgo la strada del supporto incondizionato per gli altri, e la severa autocritica per me stessa. Non voglio illudere nessuno ma nemmeno evitare di dare delle possibilità.
Come Florence, possiamo essere ridicolmente coraggiose, portare le nostre passioni sull'orlo di indicibili stonature, cadere rovinosamente ma uscirne felici e soddisfatte, perché, anche se facciamo ridere i polli, almeno facciamo quello che amiamo.


NB. Questo post è estratto dalla newsletter inviata il 26 gennaio 2017.


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Era da tanto che non facevo un post per condividere gli strumenti che uso e, dato che ne ho scoperti tanti negli ultimi tempi, è davvero venuto il momento di condividere con te quelli che penso ti saranno utili.

Pixlr Editor

Pixlr editor è uno strumento per l'editing fotografico, molto simile a Photoshop, solo che è gratuito e online, quindi non devi installare niente. Rispetto ad altri strumenti può sembrarti più difficile ma il mio consiglio è di usarlo per la post produzione delle tue foto, sia del negozio che dei social, perché ti fornisce diverse opzioni in più di altre app. Per esempio puoi aggiustare le curve, che è di solito il tocco che serve alle foto per togliere il grigino e aumentare il contrasto senza incasinare la luminosità o i colori.
Le foto che escono dalla macchina fotografica e, a volte, dal telefono, hanno bisogno di un'aggiustatina: con Pixlr potrai modificare curve, livelli, tonalità e saturazione, ritagliare l'immagine e / o ruotarla. Sia chiaro, Photoshop è sempre Photoshop e i risultati sono sempre migliori, ma per delle modifiche non troppo accentuate Pixlr è un egregio sostituto.
Foto fatta con il telefono, senza alcuna modifica
Foto a cui ho aggiustato le curve con Pixlr
Se non hai la più pallida idea di cosa siano curve, livelli & co, ti consiglio di usare il santissimo Google per scoprire di più e capire come utilizzarli per aggiustare le tue foto in un batter d'occhio.

Vectr

Vectr è, come forse puoi intuire dal nome, uno strumento online e gratuito per la creazione di grafiche vettoriali. Come per il succitato Pixlr, anche Vectr si può usare completamente online oppure puoi installarlo sul tuo computer.
Se Canva ti aiuta a creare grafiche anche se non sai disegnare, Vectr è per chi invece vuole un pelo di libertà in più ma non ha voglia di imparare ad usare programmi più complessi, come Illustrator o Inkscape.
Per cosa potresti usarlo? Se sai disegnare, puoi importare le immagini e "ricalcarle" così da averle in versione vettoriale, oppure potresti importare delle foto per aggiungere elementi disegnati da te.
Potrai poi esportare in formato svg, png o jpg.
Ho importato una mia foto e ho aggiunto elementi vettoriali già pronti (le stelle) sia un elemento disegnato da me (la luna).

Se non hai la più pallida idea di cosa voglia dire "grafica vettoriale", ti consiglio il buon vecchio Google, risolverà sicuramente i tuoi dubbi.

ClickToTweet

Click to Tweet è un agile strumento che serve per creare delle frasi twittabili da inserire all'interno dei post del tuo blog. Ti è mai capitato di incontrare nei blog post la frase in evidenza con vicino il pulsante per twittarla? Come questa:
Tweet: 6 strumenti utili per la tua attività handmade: per foto, social, gestione progetti e altro. https://ctt.ec/aaLTp+6 strumenti utili per la tua attività handmade: per foto, social, gestione progetti e altro.

In questo modo potrai evidenziare delle frasi chiave all'interno dei tuoi post e permettere ai tuoi lettori di twittarle con un click. Fai attenzione ad inserire l'url del tuo post nel messaggio da twittare, altrimenti è inutile!


Questo strumento è gratuito per cinque link al mese, che mi sembrano più che sufficienti; con questa versione hai anche delle statistiche base sui click al link.
Se invece fai più post, puoi usufruire della versione ancora più base (Basic Link), che genera solo un url che cliccato porta al tweet, come questo.
Usalo con parsimonia eh, non vale mettere una frase twittabile ogni paragrafo! Secondo me ne basta una o due per ogni articolo. Una volta messo il testo del tweet, potrai copiare il codice da incollare nel tuo post, mi raccomando la finestra di Editing deve essere in versione "codice"! In Blogspot si chiama HTML e su Wordpress è Testo. Et voila!

Grammarly

Grammarly mi è stata consigliata da un'amica (la Sbò, la terza e meno conosciuta sorella Pemberley) e gliene sarò grata forever. Questa app è davvero una bomba: insalla l'estensione sul tuo browser e potrai correggere i tuoi testi in inglese. "Ma il mio brower lo fa già!", dirai tu. Non bene come Grammarly, ti rispondo io, Questa app infatti corregge non solo le singole parole che hai scritto male, ma anche la punteggiatura e la grammatica: se scrivo to al posto di at o she al posto di her, lei me lo dice e mi permette di correggere l'orroreerrore.
Installata l'estensione, per ogni finestra di immissione testo comparirà un'icona in basso a destra che indicherà se ci sono errori o meno. Se è verde va tutto bene, se è rossa con un numerino vuol dire che ci sono un totdi errori. 
Cliccando sul bottoncino rosso si apre una finestra con il testo immesso, gli errori sottolineati in rosso e, a destra, le possibili correzioni, che puoi accettare o ignorare (come in questo caso).


Se hai un negozio online tradotto in inglese può essere un ottimo modo di fare una ripulita al testo, in attesa di poterti permettere un traduttore madrelingua, oppure se scrivi in inglese sui tuoi social potrai evitare gli strafalcioni più grossi.
La versione gratuita corregge solo gli errori grossolani, mentre per avere dei suggerimenti su dei probabili errori bisogna attivare l'abbonamento. Ma fa giù un lavoro egregio così!

Instagram Sponsored Post Money Calculator

Questo tool me lo ha consigliato la mia amica Giada e calcola il prezzo che dovresti fare quando collabori con delle aziende per fare dei post ad hoc sul tuo Instagram. Metti il tuo username di IG e lui, in base ai tuoi follower e all'engagement dei tuoi post, spara un minimo e massimo di compenso che potresti chiedere (in dollari).
Ovviamente è solo un calcolo basato sui numeri, qundi dovresti considerarlo come base di partenza, perché le variabili da considerare sono tante; per esempio cosa comporta per te il post, quanto tempo ci metti, qual è la tua posizione all'interno del mercato (quanti concorrenti hai? Sei considerata un'autorità in materia?).
Questa è la mia base, io mi farei ben pagare ben di più! :P

Insomma, se ti è stata fatta una proposta o speri di riceverne, questo strumento può esserti utile per capire da che cifre partire per farti pagare le collaborazioni coi brand.

HubSpot

Hubspot offre diverse soluzioni per le aziende, quella che voglio portare alla tua attenzione è il CRM, cioè il tool per il Customer Relationship Management, consigliatomi da un'altra Pemberley, la Bizzu.
Premessa: un'indicazione dell'aver bisogno di questo strumento è se hai talmente tanti ordini da clienti diversi che fai fatica a gestirli e ti perdi i pezzi per strada. Questo può accadere se fai ordini grandi all'ingrosso o se fai ordini personalizzati che comportano tante comunicazioni tra te e il cliente.
HubSpot CRM ti facilita un po' questa parte: ti permette di creare delle "pipeline", ovvero delle procedure standard che ti ritrovi a fare per un tipo di lavoro (es. per un ordine personalizzato: ricezione della richiesta, invio del preventivo, preventivo accettato,  invio della bozza, accettazione della bozza, realizzazione del prodotto, pagamento, prenotazione dell corriere, invio), poi di creare dei progetti che usano queste procedure (es. Ordine di CicciaPasticcia) e di poterne seguire l'andamento, per avere un colpo d'occhio su cosa c'è da fare e a che punto sei dell'ordine. Per esempio ti accorgi che devi inviare la bozza a CicciaPasticcia, che la sta aspettando da una settimana, mentre per il progetto di LullaBalulla devi ricevere i soldi quindi puoi sollecitare il pagamento.
Io confesso di non averlo ancora usato come si deve, ma la Bizzu mi ha detto che ci si trova proprio bene, quindi mi fido!
Hubspot CRM ha tante altre funzionalità, forse troppe per le esigenze di un piccolo business come te e me, ma puoi usarlo per quello che ti serve, ovvero gestire tutti i progetti in modo da non andare in confusione.

Qui finisce il mio update sugli strumenti utili, spero ti serviranno! Fammi sapere se li conoscevi già o se pensi di usarli per la tua attività!


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