Il 2016 sta  finendo (era ora, starai pensando) e non so tu, ma io sono davvero sfinita. Quest'anno me ne sono passata e ho lavorato troppo, pure in vacanza, con la conseguenza che i miei neuroni agognano il niente. Silenzio siderale, vuoto d'oltretomba, annullamento dei pensieri, questo è quanto mi ritrovo a sognare in questi giorni. Le vacanze sono ancora solo una piccola luce in fondo a un tunnel ma ho deciso di mettere già in pausa i social e il blog a partire dalla settimana prossima, così che avrò una cosa in meno a cui pensare.

Per chiudere in bellezza questo anno che sarà ricordato come l'anno più sfigato degli ultimi 150 anni, ho pensato di creare uno stampabile per riprenderci un po' e riattivare l'entusiasmo e l'ottimismo per l'anno nuovo, così che il 2017 ci ritroverà belle cariche e pronte a conquistare il mondo.


Lo scaricabile lo puoi scaricare a colori o in bianco e nero, lo stampi e lo compili con:

- 10 cose belle del 2016, perché dai, ci sono state! Sforzati bene, scava nel tuo diario, ripercorri mentalmente ogni mese, vedrai che le trovi. Rovista tra gli avvenimenti personali e del tuo brand, sicuramente c'è qualcosa!
- 10 cose belle che speri accadranno nel 2017. Lo so che non hai la sfera di cristallo, ma puoi sognare, no? Puoi anche programmare e progettare, se metti tutto nero su bianco magari ti viene meglio, magari scopri di sognare cose che non pensavi di poter sognare, magari riuscirai a realizzarle!

Fatto? Ok, ora metti questo foglio da qualche parte: appendilo al muro o riponilo in un cassetto, l'importante è che saprai dove trovarlo tra un anno. Infatti a fine 2017 dovrai tirarlo fuori e controllare quali delle cose belle che speravi o sognavi che accadessero sono accadute per davvero! Sarà un bel modo per ricordare piccoli e grandi avvenimenti, capire cosa hai fatto per muoverti verso i tuoi sogni e per testare le tue doti di veggente. Soprattutto sarà un modo per ricordare le cose belle, altrimenti ricordiamo solo le brutte e ci deprimiamo.
A fine 2017 potrai ristampare questo foglio per compilarlo ancora. Potrebbe diventare un rito da fare ogni anno, no?



Mi sono imbattuta ne brand Serengetee su una foto di una booklover in cui spiegava il termine "wanderlust", malattia di cui sono afflitta da sempre, e in cui compaiono due prodotti del suddetto brand.

Devo dire che il profilo Instagram non mi ha impressionato particolarmente, perché non sono in target, e stavo per andarmene senza seguirlo, quando ho letto la mini-bio: "Customize fabric from around the world onto products you love. Wear the World, Change the World".



Interessante, no? Sono corsa al sito.


Questa è la frase che accoglie il visitatore che entra nel sito Serengetee, una frase potente i cui termini "artisans" e "causes" e "around the world" mi stanno particolarmente a cuore. Volevo saperne di più!
Ho iniziato a cercare la pagina bio senza trovarla (ok ero da mobile quindi meno facile) finché ho visto che c'era la pagina MISSION in cui è raccontata brevemente anche la storia di come questo brand è nato.
Jeff e Ryan sono due ragazzi americani, si sono conosciuti durante "Semester at sea" un programma di studi che li ha portati intorno al mondo. Durante i viaggi hanno iniziato ad acquistare stoffe in ogni posto che hanno visitano, fino ad averne così tanti da volerci fare qualcosa. Rivenderli? Farci dei "lavoretti"? No, loro cercano un modo per cambiare il mondo grazie a queste stoffe; al rientro, senza alcuna esperienza di cucito, iniziano ad usare le stoffe per fare dei taschini per le tshirt.

Serengetee nasce così, da due studenti che nel tempo libero, nei loro dormitori universitari, si inventano un lavoro con l'unico scopo di aiutare gli artigiani dei paesi che hanno visitato. Li vogliono aiutare acquistando stoffe da loro, stoffe che diventeranno prodotti il cui ricavato di vendita andrà in parte a delle organizzazioni che operano sui territori da cui le stoffe arrivano.
L'attività decolla, assumono sarte e altro personale e Jeff e Ryan continuano a viaggiare per il mondo in cerca di artigiani da aiutare e stoffe da trasformare in una moltitudine di prodotti. The end.

Avrai notato, la loro bio è piuttosto scarna: non è indicato cosa studiavano Jeff e Ryan, dove abitano, quanti impiegati hanno ora, quali problemi hanno affrontato. Secondo me (e qui mi contraddico, dato che di solito consiglio di avere una bio discretamente lunga e dettagliata) non ne hanno bisogno, perché hanno una mission così potente che basta quella.
E' bastata a portarmi dal loro IG al loro sito, e basta a farmi venire voglia di acquistare. Anche se non rientro nel loro target, che è fatto, deducendo da mission e profilo IG, da giovani individui che amano viaggiare e, secondariamente, tramite i loro acquisti, vogliono cambiare il mondo.
Stanno vendendo un'illusione? In molti dicono che oramai l'acquisto vale più del voto se si vuole cambiare qualcosa, e in questo caso Serengetee spinge a fare proprio questo e come altri brand prima di loro (pensa alle Tom's Shoes!), rendono l'atto di comprare un prodotto un'azione verso un mondo migliore. Cosa c'è di meglio che fare shopping e sentirsi virtuosi? Quante volte hai fatto acquisti, sentendoti in colpa perché stavi comprando qualcosa che non ti era necessario o sapevi non essere "eticamente" a posto? Ecco, con Serengetee il senso di colpa si trasforma nella sensazione di aver fatto qualcosa di buono, perché si ha la consapevolezza che parte dei soldi spesi andranno ad una buona causa.

Un altro elemento importante è il loro motto "wear the world" che fa appello alla suddetta "wanderlust"; il tema del viaggio è prominente nella loro comunicazione, attirando sia i viaggiatori ma anche chi vorrebbe viaggiare ma non può. Il messaggio è che, grazie a una maglietta o un cappello, si può essere trasportati lontano e visitare il mondo grazie ai prodotti artigianali creati in altri paesi; il succo è che può bastare un pezzetto di stoffa a farti pensare all'Africa o all'Indonesia (e qui ti ricordo questo mio post in cui spiego il potere evocativo della provenienza di un oggetto).

Quale lezioni ci portiamo via da tutto ciò?
Una mission forte vale più di qualsiasi foto bella, bio o descrizione ben scritta, forse più di un prodotto stupefacente. Quando scrivi la tua mission pensa a cosa vuoi smuovere nell'animo di chi la legge, pensa a cosa vuoi che senta e pensi il tuo target; usa le parole giuste per acchiapparlo, evita i termini vaghi che non servono a niente.
Una volta che hai la tua mission, condensala in una frase e mettila ovunque, perché sarà spesso grazie a quella che i tuoi potenziali clienti arriveranno a comprare da te.

Cosa ne pensi? Sei riuscita a creare una mission potente?

E' passato un po' di tempo dall'ultima volta che ti ho appioppato roba da studiare, quindi rieccomi qui con il raccolto degli ultimi mesi.
Di seguito troverai una lista di risorse grauite (al massimo dovrai iscriverti a una newsletter) che secondo me ti serviranno per portare il tuo business un gradino più su. Buono studio!

1. Marketing con un cuore

di Enrica Crivello

Enrica è una garanzia per quanto riguarda il marketing, se non la conosci ancora ti consiglio di leggere tutto il suo blog perché sono sicura ti farà scoprire tante cose sul fare promozione al proprio piccolo business. Lei è una vera "eye-opener"e in questa guida raccoglie 100 idee per il tuo marketing, dalle più scontate alle meno scontate (vedrai!).

2. Social media content calendar

di Hubspot e Buffer

Avviso: può sembrare complicato all'inizio ma in realtà è fichissimo. Hubspot e Buffer hanno creato un template per gestire tutti i social e i contenuti da pubblicare; c'è anche la guida che puoi scaricare (in inglese) per capire meglio come usare tutto. In breve: avrai un file su Goole drive con fogli di calcolo, uno per la programmazione mensile, gli altri per i singoli social e uno per le risorse da raccogliere. Io lo sto usando ed è una figata!


3. The complete guide to email marketing

di Convertkit

Convertkit è un provider per inviare newsletter (ne ho parlato qui) e lo uso da alcuni mesi, con grande soddisfazione. Il team che c'è dietro è giovane e appassionato e produce ottimi contenuti. Questa guida ti può servire anche solo per capire perché dovresti avere una newsletter, quindi dacci un occhio!

4. Come scrivere un oggetto email efficace

di Benchmark

Oramai inviare le newsletter è diventata una scienza: ci sono consigli per qualsiasi cosa, compreso come scrivere l'oggetto dell'email. Ci sono parole da evitare, altre da usare, lunghezze consigliate... Se hai una newsletter (o se progetti di averla) puoi iniziare a studiare da qui.

5. Vinci la concorrenza - Foglio di lavoro

di Cliento School

Se ancora sei confusa su target e posizionamento sul mercato, questo foglio di lavoro potrà aiutarti a chiarirti le idee; compilalo in tutte le sue parti (è più difficile di quel che sembra, ehm!) et voilà ;)

6. Book in a box method

di Tucker Max & Zach Obront

Se stai coltivando l'idea di creare un tuo ebook (per raccontare la tua storia, spiegare delle tecniche che hai imparato, o qualsiasi altro motivo) ti può interessare questo ebook gratuito in cui è spiegato come impostare il lavoro per chi non lo ha mai fatto.

Direi che c'è tanta roba, per un altro po' starai a posto! Se vuoi consigliarmi delle risorse gratuite che pensi possano interessarmi, lasciamo un commento qui sotto, grazie <3


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